Ricerca e formazione 4.0, al via incentivi per quattro anni

Ricerca e formazione 4.0, al via incentivi per quattro anni

30 gennaio 2018 Industria 4.0 0

Dopo i Voucher per la digitalizzazione delle PMI, si apre ufficialmente la corsa ai finanziamenti per i grandi centri italiani di Industria 4.0. Il ministero dello Sviluppo economico ha, infatti, pubblicato il bando di gara per la costituzione dei Competence center, i poli pubblico-privato che dovranno fornire alle imprese formazione, consulenza e servizi di trasferimento tecnologico. Le domande potranno essere presentate in via telematica dai soggetti capofila all’indirizzo dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it dal 1° febbraio al 30 aprile 2018.

I centri di competenza ad alta specializzazione, come definiti dalla legge di bilancio 2017, saranno poli di innovazione costituiti da almeno un organismo di ricerca/università e da una o più imprese. Hanno il compito di favorire il trasferimento tecnologico di processo e prodotto o nei modelli di business derivanti dalle tecnologie digitali «4.0». Il programma di attività deve comprendere servizi di orientamento e formazione alle imprese clienti nonché l’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. 

Il bando di gara mette a disposizione 40 milioni, concessi per un periodo di 3 anni prorogabili di ulteriori 12 mesi, con due finalità: La prima è la costituzione del centro di competenza, nella misura del 50% delle spese sostenute per un massimo di 7,5 milioni per singolo «center»; la seconda finalità è il finanziamento dei progetti di innovazione presentati dalle imprese, sempre in misura del 50% e fino a 200mila euro. 

In pratica i Competence center supporteranno le Pmi nei loro progetti di innovazione 4.0: le imprese pagheranno il 50% del servizio, il resto sarà coperto dai fondi pubblici assegnati al centro.

Un esempio: un grande ateneo e un centro pubblico di ricerca si alleano con una grande impresa (ipotizziamo la Fca o Leonardo di turno) o anche con imprese medie dell’hi-tech e il polo così costituito fornisce servizi alle Pmi esterne che vogliono fare innovazione. 

Tra le spese ammissibili per la costituzione e l’avviamento del centro rientra l’acquisizione di attrezzature, impianti e macchinari (non sono inclusi immobili e fabbricati), licenze e diritti relativi ai brevetti, il personale dipendente, i collaboratori e ricercatori, l’attività di marketing. Le spese per le attività di orientamento alle imprese non possono comunque superare il 15% di quelle totali.

I progetti di innovazione devono presentare un livello di maturità tecnologica elevato, posizionato tra 5 e 8 nella scala europea “Technology readiness level”. I partner privati del centro possono essere anche banche o assicurazioni e associazioni di categoria. Nel complesso, gli elementi di valutazione sono 25 divisi in tre gruppi:

Il primo gruppo di indicatori riguarda gli organismi di ricerca (numero di progetti di trasferimento tecnologico, di ricercatori, aggiudicazione di bandi eccetera);

Il secondo si concentra sui dati delle imprese partner (dal fatturato ai brevetti); 

Il terzo valuta nel complesso la solidità economico-finanziaria e la qualità del programma di attività (le risorse aggiuntive a quelle pubbliche,la capacità di stare sul mercato, le proiezioni di risultato netto…).

Sono criteri preferenziali il possesso del rating di legalità delle imprese partner e la presenza nel partenariato delle Regioni.

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